- E’ vero che a scuola non c’è solo il ragazzino con Dislessia, e che in classe vi sono tanti ragazzini con altrettanti problemi, dunque proprio le opportunità simili a questi incontri, andrebbero colte non come limite ma come possibilità.
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Cristina Saja. Pubblicato il 31 gennaio 2014. Inserito in Attualità, School Live.
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Accoratamente, il Dr Gianluca Lo Presti, il quale lavora da anni allo studio della dislessia,ci tiene a sottolineare che:
“Certe verità, come le diverse testimonianze da parte dei dislessici a cui assistiamo, creano “riflessioni” e la scuola, come ordine istituzionale, dovrebbe formare, ed istruire, senza criticare e demolire. Non bisogna fare come descritto dal noto aforisma “Mentre il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito”. Seguo molti dislessici, tra i quali anche Giorgia La Spada, che è intervenuta con le sue testimonianze in diversi incontri e vedo in lei una ragazza adolescente che con coraggio e senza vergogna ha imparato a convivere con la dislessia, addirittura prestando se stessa per testimoniare e comunicare gli stati d’animo di un dislessico. Con “passione” e “pathos”, con il disio di voler far capire che cosa un ragazzino con dislessia passa, molto spesso, a scuola, Giorgia può essere un esempio di quello che vorrei che fosse evitato.”
Gianluca Lo Presti prosegue, affermando: ”Dovremmo avere l’umiltà di imparare da chi del problema non ne fa un problema, ma piuttosto riesce a conviverci e spiegarlo agli altri. Tuttavia, è ovvio che per assistere ad una “analisi cronologica del disturbo” esistono gli esperti da poter invitare a scuola, come già so che avviene. Anche se, ancora oggi, purtroppo molte realtà non sono aperte a queste modalità di dialogo.”
Detto ciò, lo specializzato in psicopatologia dell’ apprendimento non si risparmia, chiarendo alcuni punti tecnici sulla Dislessia e sui Disturbi Specifici di Apprendimento.
“ - I DSA sono: Dislessia, Disortografia, Discalculia e Disgrafia (Leg.170/10 e CC-ISS, 2011).
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- I ragazzini con dislessia non sono né tanti né pochi, ma sono dei ragazzi con dietro delle famiglie le quali ogni giorno devono portare il peso di sostenere un ritmo scolastico che spesso predilige tutti bravi e veloci a sfavore di chi usa modalità d’apprendimento alternative.
- E’ vero che a scuola non c’è solo il ragazzino con Dislessia, e che in classe vi sono tanti ragazzini con altrettanti problemi, dunque proprio le opportunità simili a questi incontri, andrebbero colte non come limite ma come possibilità.
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Leggi l'intervista su 24Live.it completa, qui: http://www.24live.it/61656-la-dislessia-e-il-suo-rapporto-con-la-scuola-la-lezione-del-dr-gianluca-lo-presti
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